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Il Rispetto per la tradizione

Davide, il figlio maggiore, è il responsabile della parte agricola e tutti noi collaboriamo. La sua attenta sensibilità lo guida nei diradamenti e nelle scelte di lavorazione che variano ogni anno a seconda delle condizioni climatiche. Anche le rese non sono costanti, e rimangono sempre ben al di sotto dei valori massimi dei disciplinari: in annate positive sono mediamente 60 q.li per ettaro per circa 5/6000 bottiglie.

Il controllo della vegetazione a terra viene rigorosamente fatto a macchina con zappature interceppi, trinciature e ripature invernali. I trattamenti, sotto controllo dei tecnici agronomi della Coltivatori Diretti seguendo la difesa integrata comprensiva di misure agro ambientali (regolamento CE 214/1) si riducono al minimo indispensabile con l’obbiettivo costante dell’armonia, ovvero il rispetto per noi stessi e per ciò che ci circonda.

Gli ultimi giorni prima della vendemmia inizia il monitoraggio degli zuccheri, dell’acidità, del PH che devono raggiungere un buon equilibrio, ma altrettanto importante è il controllo della maturità dei tannini. La vendemmia è fatta a mano, con grande attenzione al raccolto. Oltre alla famiglia, spesso partecipano alla vendemmia ed alla vinificazione anche gli ospiti dell’Agriturismo che ne abbiano il piacere e gli importatori che vogliono conoscere la storia reale del vino che propongono. La pigiatura avviene meccanicamente con l’uso di una diraspa-pigiatrice di moderna concezione con pale diraspanti e rulli di pigiatura degli acini in teflon. Tutto ciò per una lavorazione soffice, che espella i raspi integri e non schiacci i vinaccioli.  Durante la fermentazione alcolica  le bucce salgono in superficie formando un cappello compatto. Occorre monitorare la temperatura e  l’ossigeno per non fermare il processo e mantenere le vinacce in immersione attraverso ripetuti rimontaggi per un periodo che varia in base al tipo di vino. In questa prima fase il vino si arricchisce degli elementi fondamentali: profumo, colore, tannini.

In seguito vi è un processo chiamato svinatura: il vino viene separato dalle bucce e queste passano in un torchio per una leggera pressata. Verranno poi portate in distilleria e serviranno per produrre la nostra grappa.

Ad inizio inverno avviene la fermentazione malolattica ad una temperatura costante di 20°. Non si effettuano filtrazioni  né chiarifiche per mantenere perfetta la struttura del vino.

Per il Dolcetto d’Alba e il Langhe Nebbiolo vengono usati esclusivamente vasi vinari d’acciaio inox per tutto il periodo, dalla vinificazione fino all’imbottigliamento per mantenerne la caratteristica freschezza.

In seguito il Nebbiolo da Barbaresco ed i Barbera d’Alba verranno trasferiti in grandi botti di rovere di Slavonia per l’affinamento. Anche in questo periodo il controllo è costante ed attento al fine di mantenere sempre il vino perfettamente pulito e viene quindi travasato più volte, scegliendo i legni che più si addicono alle caratteristiche del vino ed allo stile dell’azienda.

Dopo l’affinamento il vino viene portato ancora in vasche di acciaio per poi essere imbottigliato e lasciato riposare nella bottiglieria prima di essere etichettato e messo in commercio. Un lieve residuo sul fondo delle bottiglie può essere tollerato in cambio di un vino integro nella sua struttura. Il vino, come il vigneto, va rispettato, anche nei tempi.

La tradizione e l’eleganza sono le due parole chiave che devono essere il life motiv della nostra azienda

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